giovedì 12 febbraio 2015

Con la Buona Scuola filosofia diventerà facoltativa?

La nostra preoccupazione è che tra le materie facoltative o opzionali della scuola riformata dai provvedimenti del Governo Renzi potrà esserci la filosofia.

Stando alle ultime comunicazioni ministeriali (la proposta di risoluzione n.386 della 7ª Commissione, Resoconto sommario n.155 del 14/01/2015), la Riforma della scuola che dovrebbe approdare alle camere il 22 febbraio con il solito decreto d'urgenza, contiene – fra le altre criticità già segnalate da sindacati e organizzazioni dei precari della scuola – una norma che, se approvata, renderebbe “facoltative” o “opzionali” alcune materie nel triennio delle scuole superiori, per permettere allo studente di costruirsi un “curriculum” individuale.
La nostra preoccupazione, in quanto Costituente di Filosofia, è che fra di esse possa esserci anche la Filosofia. Questa preoccupazione si fonda sul fatto che l’insegnamento di questa disciplina è stato già ridotto negli ultimi anni (dalla “riforma” Gelmini) nell'ottica “utilitaristica” di una formazione sempre più tecnico-professionale e meno indirizzata alla costruzione di una cittadinanza critica e consapevole. Tanto più che la trasformazione di alcune materie in facoltative rischia di configurarsi come un ennesimo passo verso il proposito del Miur di tagliare l’ultimo anno delle superiori e con esso un terzo del programma di Filosofia.
Il problema dell’insegnamento della filosofia si inserisce però in una questione assai più ampia, che qui vorremmo sollevare e che riguarda la stessa idea di formazione e di istruzione nella scuola pubblica. L’idea di lasciare allo studente la libertà di scegliere di approfondire alcune materie di indirizzo o di sperimentare nuove discipline è di per sé condivisibile, ma rischia di avere un risultato ben diverso: come nel caso dell'autonomia o della valutazione, il problema non è la libertà di scelta in sé, ma come essa viene realizzata. Riguardo al “curriculum dello studente”, ciò che ci allarma innanzitutto è il fatto che gli studenti saranno spinti a costruirlo soprattutto in base alle richieste contingenti del mercato del lavoro o a proposte formative vincolate a investimenti privati, dunque alle esigenze particolari delle aziende. Vi è dunque il rischio che le discipline in generale di area ‘umanistica’ possano divenire facoltative per potenziare invece le competenze che sembrano più immediatamente spendibili a livello professionale o nella formazione universitaria già indirizzata alla professionalizzazione, in un panorama economico che non tollera più nulla che non gli sia funzionale.
Come abbiamo affermato in più occasioni, lo studio della filosofia eccede la semplice spendibilità professionale in quanto ha come orizzonte la formazione di un pensiero critico e di una cittadinanza consapevole: un'esigenza che non può essere semplicemente cancellata dalle necessità del profitto, ma che proviene da più istanze nella società odierna, oltre a essere affermata dalla Costituzione.
In particolare la capacità della filosofia di riflettere sulle condizioni stesse della conoscenza, la pone in grado di superare la logica della ‘competenza’ e aprire a una forma di riflessione interdisciplinare e interculturale di cui oggi si sente più che mai il bisogno. Per questo a nostro parere la finalità di orientamento, anche negli ultimi anni delle superiori, non può prevalere su quella della formazione.
Per tutti questi motivi, sosteniamo l'idea di conoscenza e di cultura che nell'ultimo decennio si è formata nei movimenti della scuola e dell'università e che ha avanzato una forte richiesta di saperi critici e affermato la necessità di tenere lontano dalla formazione il profitto privato. Una posizione che in parte si è rispecchiata anche nelle consultazioni on-line volute dal Ministero circa il potenziamento e il rinnovamento dell’insegnamento della filosofia e della cittadinanza, a cui si tratta ora di dare piena realizzazione.
Ribadiamo quindi il valore eccedente della Filosofia e per questo rilanciamo la nostra proposta di estensione del suo studio a tutti e 5 gli anni del Liceo in quanto materia caratterizzante questo curricolo, e l'introduzione di percorsi filosofici anche in altri ordini e gradi, attraverso la sperimentazione di nuove modalità didattiche nelle scuole tecniche e professionali e nella primaria, dove le numerose esperienze di “filosofia coi bambini” stanno ottenendo ottimi risultati.
A questo scopo, è indispensabile dare realizzazione concreta al dibattito che da tempo (almeno dal progetto Brocca) è in corso sulle finalità e i principi della formazione filosofica, e trasformare in progetti più organici le tante iniziative che già mettono in atto sul territorio nuove pratiche didattiche.
Per tutti questi motivi abbiamo chiesto al Miur:
- un chiarimento su quali saranno le "discipline obbligatorie, discipline opzionali e discipline facoltative" di cui si parla nello schema di risoluzione, e
- un incontro urgente per poter discutere del destino dell'insegnamento della filosofia (A036 e A037)

Vi invitiamo pertanto nuovamente a firmare il nostro appello
(https://www.change.org/p/stefania-giannini-appello-in-difesa-della-filos...)
e a seguire la pagina della Costituente di Filosofia per ulteriori sviluppi.

contatti: costituente.filosofia@gmail.com

Pubblicato su:
http://www.orizzontescuola.it/news/buona-scuola-filosofia-diventer-facoltativa

http://www.tecnicadellascuola.it/item/9357-con-la-buona-scuola-la-filosofia-diventera-facoltativa.html

domenica 28 settembre 2014

PROSSIMA ASSEMBLEA DELLA COSTITUENTE DI FILOSOFIA


La prossima Assemblea della Costituente di Filosofia
 
si terrà a Roma
 
Domenica 12 ottobre
 
alle ore 14.00
 
presso
 
la sede dell'Associazione Esquilino domani
 
 in via Galilei, 53
 
a due passi dalla fermata Manzoni della metro A e vicino alla stazione Termini (1,5 km).



mercoledì 24 settembre 2014

Giannini: La sperimentazione va avanti nonostante il TAR!


Il Ministro porterà avanti la sperimentazione del liceo quadriennale a tutti i costi.

La Costituente di Filosofia continua la sua battaglia contro questa assurdità.

Il Fatto Quotidiano - articolo

lunedì 22 settembre 2014

Licei quadriennali, Tar li annulla: sperimentazione illegittima

Grande assente delle linee guida per la riforma, la sperimentazione per il taglio di un anno delle superiori viene annullata dal tribunale.
La sentenza è giunta il 16 settembre 2014, annullando i Decreti Ministeriali n. 902 e n. 904 con i quali il Ministero autorizzava la sperimentazione.
L'annullamento è avvenuto perché manca il parere del CNPI, e perché i Decreti erano stati assunti, leggiamo nel comunicato della FLCGIL (autrice del ricorso) "senza motivazione in esecuzione di un atto di indirizzo relativo all'adeguamento agli standard europei non in grado di coniugare l'autonomia delle istituzioni scolastiche e la loro modifica ordinamentale con i bisogni del territorio".
Inoltre, il TAR ha evidenziato una disparità di trattamento tra gli studenti che seguivano i corsi sperimentali di 4 anni e coloro che seguono i corsi quinquennali.


Pubblicato su Orizzonte Scuola del 17 settembre 2014

venerdì 12 settembre 2014

Convocazione Assemblea nazionale docenti Filosofia

Ciao a tutte/i,
nella riunione del 10 settembre del Gruppo di lavoro per gli "Stati generali di filosofia" abbiamo elaborato questa proposta:

Il progetto di Riform...a della Scuola che si sta delineando in questi mesi assume sempre più un carattere aziendalistico e privatistico del tutto volto alla costruzione di competenze spendibili professionalmente e, di conseguenza, alla marginalizzazione crescente dei saperi che eccedono questo semplice scopo.
La vittima sacrificale di questa tendenza rischia di essere l'insegnamento della Filosofia che, già ridotto dalla precedente "riforma", potrebbe essere visto ora come inutile o superfluo.
La Costituente di Filosofia si è battuta finora per la sua difesa individuando nella riflessione filosofica la capacità di costruire un pensiero critico e una cittadinanza consapevole sfuggendo a un'applicazione strettamente pratica del sapere.
Il Ministero dell'Istruzione ha però avanzato anche l'intenzione di avviare una serie di incontri col mondo della scuola fra il 15/09 e il 15/11 prossimi. Senza lasciarsi ingannare da un'apertura che lascerà ben poco spazio al dibattito reale ci sembra però utile, in questa fase del movimento della scuola e come passo ulteriore della Costituente, prendere parte a tali incontri e per questo proponiamo di lanciare una

Assemblea nazionale dei docenti di Filosofia

da tenersi a Roma domenica 5 o domenica 12 ottobre per elaborare le posizioni da esprimere nell'incontro col Miur su:
- il futuro dell'insegnamento della Filosofia (A036 e A037)
- la restituzione delle ore che gli sono state tolte dalla "riforma Gelmini" come è avvenuto per Arte e Musica
- l'estensione di Filosofia a tutti e 5 gli anni del Liceo come sperimentato dalla riforma Berlinguer
- l'introduzione dello studio della filosofia anche negli istituti tecnici e professionali

Nell'incontro col Miur verranno consegnate le firme raccolte con la nostra petizione (http://www.change.org/p/stefania-giannini-appello-in-difesa-della-filosofia-nei-licei) che speriamo per allora abbiano raggiunto una buona quota.
Infine, l'Assemblea nazionale si vuole proporre come l'incontro inaugurale degli "Stati Generali di Filosofia" che abbiamo pensato sin dall'assemblea pubblica del 2 marzo scorso, come una serie di conferenze, dibattiti e laboratori sul rapporto fra filosofia, società, scuola e pensiero critico che dobbiamo chiaramente elaborare insieme.

Cerchiamo allora di decidere a stretto giro per poterci organizzare: la data migliore per l'assemblea è domenica 5 o domenica 12 ottobre?

per partecipare scrivete a : costituente.filosofia@gmail.com

lunedì 14 luglio 2014

Risposta della Costituente di Filosofia alle proposte del Miur di luglio


In questi giorni si stanno moltiplicando in tutta Italia le riunioni fra varie organizzazioni di insegnanti per opporsi al progetto di "riforma della scuola" che il governo Renzi presenterà il 15 luglio, progetto che, dietro la facciata della "centralità della formazione" ha svelato nient'altro che una serie di tagli all'istruzione pubblica perfettamente in linea con i precedenti governi. Il movimento della scuola ha deciso di rispondere immediatamente con una mobilitazione che, attraverso vari appuntamenti intermedi, arriverà a un presidio davanti al Parlamento il 15 luglio stesso dalle ore 9:00.
I punti su cui si costruisce la mobilitazione sono:
- no all'aumento dell'orario
- no ai tagli
- no a un'istruzione nozionistica
- sì all'apertura pomeridiana delle scuole
- sì all'assunzione dei precari per coprire tale apertura
- sì alla restituzione del tempo-scuola sottratto dalla Gelmini (ad Arte, Filosofia, Musica, etc..)
Scriviamo dunque queste pagine per partecipare al dibattito aperto da questi giorni di mobilitazione. I docenti e le docenti riuniti nella Costituente di Filosofia (nata per la difesa dell’insegnamento della filosofia nella scuola secondaria che in questi mesi ha proposto di ripristinare le ore di insegnamento di filosofia soppresse dalla “riforma” Gelmini, nonché la sua estensione a tutti e 5 gli anni del Liceo) aderiscono alla mobilitazione.
Da alcuni anni negli ambienti ministeriali si succedono voci contrastanti in merito al riassetto complessivo della professione docente, da cui discende il progetto del governo. Siamo ormai abituati a una schizofrenia di sistema, che sta raggiungendo limiti insostenibili e intrinsecamente orientati a colpire con nuovi tagli il comparto dell’istruzione pubblica. Al di là dell’insegnamento filosofico, che ci sta a cuore per ovvie ragioni, e che ha già subito tagli e marginalizzazioni e ne rischia di nuovi, siamo sospinti in questa fase a esporre la nostra contrarietà su questioni di natura più generale, che rischiano di mettere a repentaglio la valenza civile stessa dell’istruzione.
Siamo contrari a ogni ipotesi di cancellazione dell’ultimo anno della scuola secondaria di II grado.
Naturalmente non siamo così ingenui da affidarci a superstiziosi tabù, ma nemmeno da subire passivamente la falsa argomentazione della presunta equiparazione tra la durata degli studi secondari italiani ed europei, i quali si concludono in media attorno ai 19 anni (qualcuno addirittura propone di allungarli). Non è ovviamente da escludere in sé un’anticipazione, ma è del tutto evidente che in assenza di una riforma complessiva dei cicli su basi pedagogiche, di un'estensione del tempo-scuola e soprattutto di una rivisitazione complessiva dei programmi disciplinari, la riduzione di un anno del percorso secondario è semplicemente e banalmente un taglio lineare, senza criterio e senza prospettiva.
Si parla di “sperimentazione” del liceo quadriennale: tuttavia il metodo sperimentale è molto più serio di quanto si voglia propagandare. Che tipo di esperimento è? Quale l’ipotesi? Quali gli strumenti di verifica? Ci rifiutiamo di accettare questa logica della riduzione progressiva delle attività formative. Questo nell’interesse degli studenti, dei docenti e dell'intera società.
Siamo contrari all’estensione del carico didattico dei docenti di ruolo “fino” a 24 o 36 ore. In termini generali, può andar bene l’idea di incrementare nel contratto l’orario a scuola dei docenti riconoscendovi però le ore di studio, di preparazione e gli impegni collegiali, ma non relativamente alla didattica frontale. Un docente universitario tiene al massimo 6 ore settimanali di lezione perché gli si richiede anche l ’attività di ricerca. Bene, si deve sottolineare come anche i docenti delle scuole abbiano necessità di studio e approfondimento. L'orario degli insegnanti italiani è in linea con la media europea e non va assolutamente aumentato! È del tutto ipocrita chiedere competenze sempre nuove agli insegnanti, e poi sottrarre loro mezzi finanziari e temporali per conseguirle. Riteniamo altresì che le scuole debbano dotarsi di spazi di lavoro affinché gli insegnanti possano svolgere in sede tutte le attività correlate all’insegnamento, che superano di gran lunga le 6 ore settimanali, e che sono ordinariamente svolte a casa. In questo senso non solo occorre provvedere a un incremento stipendiale, ma anche disporre di
mense, biblioteche e di un proprio ufficio attrezzato. Non siamo degli schiavi, siamo dei lavoratori intellettuali, che com’è noto necessitano di tempi per la ricerca, la preparazione dei materiali, lo studio continuo e la progettazione.
Il reddito va aumentato. Punto e basta. Non ci sono percentuali proporzionali all’orario che possano alterare i termini della discussione poiché lo stipendio di un docente italiano è di gran lunga inferiore alla media europea a parità di ore. Inoltre un educatore ha un carico di responsabilità paragonabile a quello di un medico. Chi lo nega è in malafede. Allora ben venga un sistema di valutazione, ma non affidato ai Dirigenti Scolastici, né a test standardizzati come l'Invalsi. Si introduca un sistema di valorizzazione del merito articolato e capace di includere variabili relative al contesto sociale in cui si opera, alle condizioni di lavoro e ai titoli professionali.
Un insegnante eccessivamente oberato di carico didattico rende poco e male nella relazione educativa. Per questo siamo contrari all’idea di sopperire alle assenze temporanee dei docenti assegnando ore aggiuntive ai docenti di ruolo. I supplenti sono docenti cui lo Stato ha chiesto in questi anni notevoli sacrifici e costi sostenuti nelle varie SSIS, TFA, PAS, Concorsi, e che dunque hanno diritto di esercitare la professione per cui sono
abilitati, inoltre le supplenze brevi sono sempre state un importante percorso pratico-formativo per i futuri insegnanti, che occorre tutelare.
Anche gli studenti, dal canto loro, hanno diritto all'accesso a una cultura critica, e non nozionistica e dai ritmi esasperati e iper-selettivi, con docenti motivati, e non forzati a estendere il carico didattico oltre il loro impegno nelle classi assegnate, per coprire l’assenza dei colleghi. Non servono tappabuchi, servono docenti di ruolo, anche perché il problema reale sono le decine di migliaia di “cattedre vacanti” che rappresentano un caso davvero unico nella UE.
Ci piace l’idea delle scuole aperte di pomeriggio e per tutto l'anno, ma con fondi certi e non derivati da tagli all’istruzione né affidate completamente ai privati. Si scelga, senza ipocrisie, se si vuole investire sulla scuola, o reimmettere nel sistema educativo solo una parte di quanto viene tagliato, dando l’illusione di una centralità dell’educazione. Tenere aperte le scuole di pomeriggio e d'estate anche per un discorso di formazione continua è certamente una proposta che può essere ben accolta, ma questo deve avvenire innanzitutto assumendo i precari in ruolo per realizzare attività formative e di aggiornamento, o aprendo le scuole alle associazioni e al volontariato, dotandole di sale lettura, mediateche, teatri e palestre di quartiere, trasformandole così, soprattutto nelle realtà più disagiate, in punti di riferimento culturali. L'apertura pomeridiana non può avvenire invece attraverso l'allungamento dell'orario di chi già lavora o con solo “attività ricreative e sportive” a pagamento e gestite dai privati per fare cassa, come annunciato da Reggi.
Ci pare, onestamente, che il presidente del Consiglio Renzi e il ministro Giannini in questa delicata fase, si accingano a fare l'ennesima “riforma” al risparmio, fatta solo di tagli per esigenze di bilancio, senza alcuna
considerazione pedagogica e coi soliti mezzi politici sbrigativi del decreto legge: una prassi ben consolidata in viale Trastevere ma che si tratta ora di arrestare.
A partire dal sit in a Montecitorio per il giorno 15 luglio dalle ore 9.00

giovedì 8 maggio 2014

In risposta al Ministro


In risposta all'intervista rilasciata dal Ministro Giannini al quotidiano "Il Mattino Tv":


"I docenti di filosofia apprezzano le dichiarazioni rilasciate dal Ministro Giannini, promotrici di una visione non tecnicistica del sapere, ma capaci di attribuire il giusto valore al pensiero filosofico.
Invitano dunque il Ministro a dare seguito alle sue esternazioni, fermando le sperimentazioni in corso dei licei quadriennali e ripristinando le tre ore di filosofia settimanali in tutti gli indirizzi liceali.
Inoltre, avendo il Ministro generosamente riconosciuto a Platone il ruolo che gli spetta nella formazione di una capacità di lettura della realtà, sollecitano l'estensione di questo diritto anche agli studenti degli istituti tecnici e professionali.
Oppure il Ministro insinua che gli aspiranti chef non possano ambire anch'essi a una visione del mondo?"

Costituente di Filosofia